Tradizioni pasquali

Tradizioni pasquali

Patrizio Gerardi | 3. 4. 2020

In che modo i nostri antenati celebravano la Pasqua? Quali costumi e tradizioni vanno rispettate a Pasqua? Puoi scoprirlo nell'articolo della nostra rivista Brasty.

Ti stai chiedendo quali costumi e tradizioni sono associati a queste vacanze di primavera? La Pasqua non è solo una festa importante per i cristiani. Trova le proprie radici già nelle culture pagane, che la celebravano come festa della primavera e nuovo inizio. I singoli giorni di Pasqua sono caratterizzati dai loro rituali specifici.

Perché la data di Pasqua cambia ogni volta?

Inoltre, non hai sempre capito come è possibile che a volte la Pasqua venga celebrata a Marzo e talvolta ad Aprile? Calcolare il periodo pasquale è abbastanza difficile. La Pasqua è una festa che celebra la primavera e la risurrezione di Gesù Cristo, e ogni volta cade la prima domenica dopo la prima luna piena che si verifica dopo il 21 marzo. Se la luna piena cade di domenica, la Pasqua viene celebrata la domenica successiva.

Pasqua e usanze 

Le tradizioni pasquali sono purtroppo dimenticate sempre di più ogni anno. Ma la Pasqua è una delle nostre vacanze più antiche e quindi dovrebbe essere celebrata. Lo scopo principale è quello di accogliere la stagione di crescita, cioè la vittoria della vita sulla morte. Specialmente per i cristiani che si preparano per queste feste per quaranta giorni, periodo di quaresima, o carnevale, che inizia con il mercoledì delle ceneri, un tempo era il momento in cui le persone che desideravano ricevere il battesimo intensificavano la loro preparazione.

Dopo Pasqua, c'è un tempo di Pasqua che dura cinquanta giorni fino alle festività della Discesa dello Spirito Santo. Nel corso del tempo, le festività sono state celebrate in modo leggermente diverso, specialmente tra i vecchi slavi e tedeschi. Era la festa della Pasqua ebraica (Ebraico Pesah) il 14 ° giorno del mese di Nisan, che celebrava il Signore che uccideva i primogeniti egiziani, ma attraversava e risparmiava le case degli ebrei, segnate con il sangue dell'agnello. .

A Pasqua, l’Italia offre il meglio di sé.

Lo sapevate che la tradizione del lunedì di Pasquetta è una ricorrenza aggiunta in tempi moderni (precisamente nel dopoguerra) con l’intento di allungare la festa pasquale? Questo per trascorrere più tempo in famiglia o con gli amici, con le canoniche gite fuori città. Se, quindi, Pasquetta è segnata rossa sul calendario relativamente da poco tempo, le celebrazioni della Pasqua incominciano la domenica precedente, per ricordare l’entrata trionfante di Gesù a Gerusalemme, che venne accolto dallo sventolio di foglie di palma.

E poi seguono il Venerdi Santo, giorno della Via Crucis e della crocifissione, e la domenica con la Resurrezione. Il Lunedì dell’Angelo è chiamato cosi per ricordare l’incontro del messaggero alato con le donne giunte al sepolcro vuoto. La Pasqua è celebrata in tutto il mondo cristiano, ma per chi resta in Italia ha solo l’imbarazzo della scelta tra le tante tradizioni della ricorrenza, ad incominciare dalle rappresentazioni in costume che si possono ammirare in ogni borgo del nostro Belpaese.

Tra i riti più spettacolari e suggestivi quelli del sud sono famosi per le indimenticabili processioni di uomini incappucciati, immagini sacre, rievocazioni storiche della passione di Gesù, che vedono una straordinaria partecipazione collettiva. Tra le più conosciute c’è la processione pasquale di Trapani, con i fedeli vestiti di lunghe tuniche che sfilano a piedi nudi seguendo un rigoroso cerimoniale risalente al 1756. Nei cortei pasquali di Palermo compaiono le maschere della morte e dei demoni, in quelle di Caltanissetta spuntano gigantesche statue di cartapesta che rappresentano gli apostoli mentre a Enna insieme alle croci sfilano i 24 simboli del martirio di Cristo tra cui la croce, la borsa con i trenta denari, la corona, il gallo, i chiodi e gli arnesi per la flagellazione. 

A Sassari la statua della Vergine viene portata in processione da tutte le confraternite e ad Alghero i fedeli pregano davanti a una statua lignea del Cristo, con le donne vestite a lutto. Una grande partecipazione popolare caratterizza anche la Settimana Santa di Bagnara Calabra, in provincia di Reggio Calabria. I fedeli incappucciati di Taranto sfilano scalzi per la città a chiedere perdono, mentre in provincia di Bari, a Ruvo, durante il corteo si assiste allo scoppio della Quarantana, un fantoccio che ha le sembianze di una vecchia signora vestita di nero, la cui esplosione segna la vittoria della vita sulla morte. 

Stessa fine la fa la quaremma a Galatina, dove il fantoccio di una vecchia sfila per le strade della cittadina in provincia di Lecce. La Settimana Santa di Procida è dal XVI secolo una delle più suggestive della Campania, con la processione dei dodici apostoli, incappucciati e con una croce e una corona di spine in spalla, mentre tra le celebrazioni pasquali abruzzesi quella di Sulmona è la più sentita.



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